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©AGESCI Roma 139

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Generale

 

 LA

 

Generale, dietro la collina

 

ci sta la notte crucca e assassina,

 

 RE

 

e in mezzo al prato c'è una contadina,

 

 LA FA#-

 

curva sul tramonto sembra una bambina,

 

 SIdi cinquant'anni e di cinque figli,

 

 LA

 

venuti al mondo come conigli,

 

 MI

 

partiti al mondo come soldati

 

 LA

 

e non ancora tornati.

 

RE LA RE MI LA

 

Generale, dietro la stazione

 

lo vedi il treno che portava al sole,

 

non fa più fermate neanche per pisciare,

 

si va dritti a casa senza più pensare,

 

che la guerra è bella anche se fa male,

 

che torneremo ancora a cantare

 

e a farci fare l'amore, l'amore delle infermiere.

 

Generale, la guerra è finita,

 

il nemico è scappato, è vinto, è battuto,

 

dietro la collina non c'è più nessuno,

 

solo aghi di pino e silenzio e funghi

 

buoni da mangiare, buoni da seccare,

 

da farci il sugo quando è Natale,

 

quando i bambini piangono

 

e a dormire non ci vogliono andare.

 

Generale, queste cinque stelle,

 

queste cinque lacrime sulla mia pelle

 

che senso hanno dentro al rumore di questo treno,

 

che è mezzo vuoto e mezzo pieno

 

e va veloce verso il ritorno,

 

tra due minuti è quasi giorno,

 

è quasi casa, è quasi amore.



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