©AGESCI Roma 139
Tangram
D F#m Dimmi che forma ha la tua felicità, G D parlami dei suoi angoli e le curve che lei fa. F#m Dimmi se in essa c'è un posto anche per me, G D perché la mia felicità comincia anche da te. [Verse 1] Am G E’ un Cerchio il nostro modo di incontrarci e stare insieme, D A rotondo il piatto che porgiamo a chi ci chiede un bene. C G Non c’è un’uscita o angolo, nascondersi non vale, D A tutti protagonisti, spesi per un ideale. RIT Am G Triangolo è quel fazzoletto arrotolato al collo, D A una tendina fragile ma che non teme il crollo, C G un Dio che da lassù ci guarda e in Tre si fa per tutti, D A nessuno escluso dal suo amore: i belli o i farabutti! RIT Am G Quadrato è quel momento in cui facciamo in noi memoria, D A i lati di una piazza dove c’è la nostra storia, C G ad ogni angolo qualcuno che vuole giocare, D A al centro un bene che è comune e tutti vuol toccare! RIT Bm A Il Parallelogramma è un aquilone per volare, E B sulle periferie, le porte chiuse da varcare; D A una cartina e un azimut ci mostrano una traccia, E B se ognuno esca di casa e poi ci metta la sua faccia. RIT Bm A Ma per giocare al meglio questo gioco della vita E B e fare in modo che sia una partita mai finita, D A è logico, si può giocare solamente insieme E B per generare forme sempre nuove e sempre piene. RIT E G#m
©AGESCI Roma 139